sabato 7 novembre 2009

Le pettole a Matera


Forse un'pò in anticipo rispetto al solito, ma ieri ho ufficialmente aperto la stagione enogastronomica Natalizia,sapete quei giorni antecedenti il Natale in cui si mangia a sbafo, incredibili e interminabili tavolate (sia come lunghezza del tavolo che come tempi di permanenza) in cui ci si ingozza di tutto, ma principalmente di tipici piatti natalizi, tra orecchiette, funghi cardoncelli, legumi, agnello, pesce, dolci e altro ancora, fino a scoppiare. Il Natale materano, però, non può non iniziare dalle PETTOLE, quelle frittelle di pasta lievitata tipiche dell’area materana ma, soprattutto della Puglia. D’altronde, noi materani condividiamo molte tradizioni con i nostri cugini pugliesi, essendo a 15 kilometri dal confine. Sono morbide, gustose e anche molto simpatiche da vedere: ancora oggi ci divertiamo a vedere che forma prendono i pezzetti di pasta nell’olio bollente.
Come si fanno?
Ecco la ricetta della nonna delle pettole (o, come dice lei in dialetto strettamente materano “u’ pattl”):

800 gr di farina di semola rimacinata di grano duro
200 gr di farina di grano tenero
lievito di birra
un cucchiaio di sale grosso
acqua q.b.

Intervista a cura della giornalsita MARIA ANNA FLUMERO

mercoledì 4 novembre 2009

Ci mancava il vino cinese...













In molti se lo aspettavano, nessuno se lo augurava. E' nata la prima cantina con sede ad Hong Kong, si chiama The 8th Estate winery, l'ho letto su Intravino ed ho approfondito la notizia, mi sono documentato ed ecco cosa ho scoperto...
Il clima cinese è tropicale, ciò non permette la coltivazione dei vigneti, anche perchè pare che terreni non ce ne siano disponibili nella giungla del cemento, quindi come fanno a produrre vino? Semplice, a quanto dicono... comprano uva da diverse parti del mondo tra cui Francia e Italia, in particolare dal Chianti e dal Piemonte, l'uva viene congelata e parte alla volta della Cina, qui viene scongelata e poi vinificata. Le varietà utilizzate sono lo Chardonnay, il Gewürztraminer, Sauvignon blanc, Cabernet Franc, Merlot, Cabernet Sauvignon e Shiraz.
Sembra che svolgano anche una sorta di conto terzi, infatti i clienti hanno la possibilità di fare le proprie "miscele" sotto la supervisione dell' enologo dell'azienda e conservare il loro barile di vino nella tenuta fino a quando non sono soddisfatti della maturità del prodotto per poi essere imbottigliato con il marchio personale del cliente.

Ma alla fine com'è questo vino? Io non l'ho assagiato ma da una degustazione alla cieca fatta da esperti, pare che gli esiti non siano eccezionali, anzi e aggiungo "ci mancherebbe altro..."!
Ma questo c'era da aspettarselo, quando si parla di prodotti cinesi non è che si pensi subito alla qualità, bensì al prezzo, ciò che spaventa è che qui parliamo di vino, quindi di cibo e si sà che i cinesi non hanno proprio la stessa cultura occidentale quanto a igiene e pulizia...
Voi dite che il vino lo fanno solo con l'uva?

giovedì 29 ottobre 2009

Basilicata food & wine, l'enogastronomia lucana in fiera a Tito Scalo.


Basilicata food & wine è il salone enogastronomico in programma il 17 novembre 2009 a Tito Scalo (PZ). L’evento è organizzato dall’Unione regionale cuochi lucani (Urcl) presso l’Ente Fiera di Basilicata su un’area di 1000 mq. L’obiettivo è di valorizzare le produzioni agricole lucane ricche di gustosissime proposte enogastronomiche.
L'evento è rivolto agli operatori della ristorazione (barman, ristorazione scolastica, ospedaliera e commerciale come tavole calde, fast food, ristoranti, pizzerie, cuochi, addetti al catering, gelaterie e gastronomie), Basilicata food & wine si propone da un lato di promuovere il ricco paniere di prodotti tipici regionali come il pane di Matera IGP, la melanzana rossa di Rotonda DOP, i fagioli di Sarconi IGP, i peperoni cruschi di Senise IGP, la salsiccia lucanica... e dall’altro le tecniche culinarie che esaltano la genuinità dei piatti.
Sarà possibile ammirare l’esibizione degli chef della Nazionale italiana cuochi che si esibiranno su un palco collegato con maxi schermo. Si potrà curiosare tra le vetrinette dove i produttori esporranno il meglio delle proprie produzioni agroalimentari, per poi degustare cocktail preparati con liquori, rosoli e con le quattro Doc lucane (Aglianico del Vulture, Matera doc, Terre Alta Val D’Agri e Grottino di Roccanova). E’ l’occasione giusta per conoscere i nuovi prodotti e specialità delle aziende lucane, ma anche per far apprezzare alla stampa specializzata le bontà culinarie di una terra che ha tanto da offrire agli amanti del gusto.

martedì 27 ottobre 2009

Guida vini e veleni. Pesticidi, erbicidi e solfiti in quali quantità?


E' tempo di guide nel mondo dell'enologia, un continuo susseguirsi di nomi, di premi a stelle, chioccioline, grappoli, bicchieri, bottiglie e damigiane. Tutte le guide propongono dei vini e delle aziende che nel più dei casi non trovano riscontro nelle guide "concorrenti", prova tangibile della soggettività del parametro valutativo.
Critiche e polemiche di ogni sorta accompagnano ognuna di queste guide, sia italiane che straniere, "perchè non c'è quel vino", "ma come fà a starci quell'azienda", alludendo in alcuni casi anche a valutazioni non proprio imparziali... e magari a pensar male si fà peccato, ma molto spesso ci si azzecca...
L'altro ieri l'annuncio del presidente di Slow food italia, Roberto Burdese "la nuova guida vini che vedrà la luce nel 2010 non conterrà punteggi ma grande spazio ai territori e alla storia delle aziende da cui nascono i vini". Mah...magari potrò farmi un'idea su un'azienda vinicola, ma se la stessa produce una diversa gamma di prodotti come faccio a scegliere? Devo comprarli tutti?
A questo punto mi sento di fare una proposta a tutti i guidaioli per una guida veramente diversa.
Perchè oltre alle consuete valutazioni qualitative (ma soggettive) del prodotto non affiancare un parametro inconfutabile e di grande interesse per i consumatori come la quantità residua di solforosa e vari residui nocivi alla salute dovuti ai trattamenti anticrittogrammici? Penso che se ne vedrebbero delle belle e i consumatori potrebbero fare una valutazione complessiva mediando tra la qualità indicata dal punteggio conferito dal valutatore, e i parametri di salubrità o insalubrità indicati da analisi di laboratorio.
E' ora che siano i consumatori a scegliere cosa bere e non le guide che sino ad ora hanno fatto e continuano a fare il bello e il cattivo tempo.

sabato 24 ottobre 2009

Barriques si, barriques no? vino barricato o senza passaggio in legno?


Dovendo fare una stima sulla mia personale esperienza direi che un 50/60% dei bevitori preferisce un vino rosso barricato, un 20% delle persone preferisce un rosso passato in tonneaux e il restante 20% preferisce bere rossi senza alcun passaggio in legno. Questo giusto per smontare la tesi di chi dice che la nuova tendenza è verso vini "nature" senza il passaggio in legno, barrique, tonneaux o trucioli che siano.
Da parte dei consumatori la preferenza o meno verso vini barricati coincide o dovrebbe coincidere con il gusto di trovare nel vino determinati sentori quali vaniglia, cioccolato, tabacco, cuoio, pepe, cannella ecc ecc dovuti alla tostatura del legno, purtroppo il cattivo e smodato uso del legno ha finito per omologare molti vini a prescindere dalle uve utilizzate e dal territorio di provenienza.
Il legno però, tecnicamente viene usato dagli enologi anche per smorzare asperità di alcuni vini che altrimenti risulterebbero troppo irruenti e spigolosi, come dichiarato da Renzo Cotarella, direttore generale di Antinori, in questa intervista "la barrique è come una minigonna: non tutte le donne se lo possono permettere" ed inoltre "se il vino è fatto bene non ci si dovrebbe nemmeno accorgere della presenza del legno", come dargli torto...
In sostanza il vino maturato in barrique, a seconda del tempo e della tostatura del legno, sarà l'unico, con tannini "eleganti", profumi complessi, persistenti e che continuerà ad evolversi anche durante l'affinamento in bottiglia. Sembra quasi, quindi, che un grande vino non possa prescindere dal legno, l'auspicio è quello di utilizzare le varie botti di legno in modo sensato, cercando di valorizzare sempre più il vino nella sua forma più naturale.
Related Posts with Thumbnails