domenica 8 gennaio 2012

Patriglione 2003 Cosimo Taurino


Per chi non lo conoscesse, il Patriglione prodotto dall'azienda agricola vitivinicola Cosimo Taurino è un vino pugliese, del Salento in particolare. Non un salentino tra i tanti però, Patriglione è (insieme al Graticciaia) la punta di diamante di tutta la produzione vinicola pugliese...e la Puglia di vino ne produce tanto eh!

Nasce dalla mano di Severino Garofano, l'enologo con la più profonda conoscenza del vitigno negroamaro del Salento e colui il quale ha dato vita a vini del calibro del Graticciaia, Le Braci e appunto del Patriglione.
Prodotto da un blend composto per il 90% da negroamaro e 10% di malvasia nera, le uve vengono raccolte leggermente surmature, il vino matura per oltre 1 anno in piccole botti di rovere e riposa per oltre 5 anni in bottiglia prima della commercializzazione. Prodotto solo nelle migliori annate, quando i vigneti portano uva sana e asciutta, quando le annate sono state scarse di piogge e con estati calde tanto da portare le piante a stress idrico. Pochi grappoli in pianta ma ogni singolo chicco d'uva porta in sè tutta la sapidità e i profumi che la pianta ha potuto donargli.

Il Patriglione è un concentrato di sapidità ed eleganza, non si pensi ad un vinone pachidermico e marmellatoso classico ritratto dei vini pugliesi di 20 anni fà, Patriglione è un vino che conserva le caratteristiche peculiari del territorio pugliese ma ha anche una grande bevibilità ed eleganza.

Patriglione 2003 IGT Salento ha colore rosso rubino impenetrabile, nessun accenno aranciato nonostante i suoi 9 anni, portato egregiamente, sembra molto più giovane alla vista. Dopo una buona mezz'ora di decantazione, l'olfatto è imponente, frutta rossa, confettura di amarene ma anche tabacco e cuoio, elegante e travolgente.

In bocca si fa strada subito, è fresco e di grande bevibilità, si alternano dolci sentori di frutta e piacevolissime note amarognole classiche del vitigno negroamaro, il finale è stupendamente lungo e strepitosamente sapido, da berne a secchiate.

martedì 22 novembre 2011

Puer Apuliae 2004 Rivera - Castel del Monte doc

L'azienda vinicola Rivera è una delle aziende con la più lunga tradizione di Puglia, in attività sin dagli inizi del '900, ad oggi sono arrivati con l'ingresso di Sebastiano De Corato, alla quarta generazione di viticoltori.
Quello che cercherò di raccontarvi oggi è la punta di diamante della produzione vinicola di Rivera, il Puer Apuliae che insieme al Falcone, Lama di Corvo e al Cappellaccio costituiscono i Cru dell'azienda.

Ho apprezzato un Puer Apuliae del 2004, vino prodotto da 100% uve Nero di Troia, cosa di per sè abbastanza rara da trovare poichè questo vitigno è alquanto "ostico" da vinificare e proporre in purezza, ostico perchè ha caratteristiche di ruvidità difficilmente riscontrabili in altri vitigni, a maggior ragione il Puer Apuliae risulta essere una sfida vinta.

Si presenta con un colore viola impenetrabile con un unghia appena aranciata.
Dopo necessaria ossigenazione il vino spalanca le sue porte ai profumi di frutta rossa passita, ciliegie, ribes rosso, prugne, e nobili sentori speziati donati dal passaggio in barrique.
In bocca è potenza allo stato puro, muscoloso, nerboruto, possente. Con mia grande sorpresa i tannini si sentono ma senza essere invadenti e predominanti, anzi alquanto morbidi, il riposo in barrique è riuscito a domarli. Il finale è abbastanza lungo e si chiude su note di frutta speziata, cuoio, tabacco, amarena...

L'abbinamento ideale non può che essere sui saporiti piatti della tradizione gastronomica pugliese, arrosti di carne rossa e primi piatti succulenti.

mercoledì 2 novembre 2011

I Vini del Natale 2011, consigli per bere bene

Natale è ormai alle porte, è il caso di iniziare a pensare ai regali e alle varie abbuffate, pranzi e cene, che a breve si sprecheranno.
Presenza importante dei momenti conviviali natalizi è certamente il vino, collante vero e proprio tra i vari cibi, talvolta vero segno distintivo del momento festivo e goliardico.
Di seguito vi consiglio 3 diversi vini per il Natale 2011.

Erbaceo 2010 Colli della Murgia - vino bianco ottenuto da uve biologiche 50% Greco di Tufo e 50% Fiano Minutolo, il nome non potrebbe essere più azzeccato per questo vino bianco, descrive al meglio le caratteristiche del vino. Sia al naso sia al gusto sono netti i sentori di erba fresca sfalciata, di brina mattutina. Fresco e sapido, perfetto da accompagnare a piatti a base di pesce e come aperitivo. Da tantissimi è ritenuto il miglior vino bianco di Puglia. Costo inferiore a € 10.




La Sfida doc 2005 Bonifacio - Aglianico del Vulture in purezza, vitigno questo, ritenuto tra i 5 più importanti d'Italia, non a caso chiamato anche il "Barolo del Sud" per via delle molteplici affinità dei vitigni Aglianico e Nebbiolo. Grande corpo e struttura per questo Aglianico del Vulture DOC maturo, un anno in barriques nuove, e tanto riposo in bottiglia. Profumi di frutta rossa matura, su tutti spicca l'amarena. In bocca è potente ed equilibrato, ribes, amarene, carrube e tabacco. Finale piacevolmente amarognolo. Da abbinare a piatti molto succulenti, pasta al forno e arrosti di carni rosse. Si acquista con meno di € 15




ES 2009 Gianfranco Fino - Primitivo di Manduria in purezza, più che un Primitivo è IL Primitivo, notizia di pochi giorni fà, questo vino è stato eletto pari merito con il Sassicaia 2008, il miglior vino d'Italia, dato emerso dall'incrocio delle 6 migliori guide del vino italiane.
Basterebbe già questa notizia ad avvallare la mia idea che un degno pasto Natalizio si debba degnamente concludere con il Primitivo ES di Gianfranco Fino, ma vado oltre e provo a raccontarvelo.
Polposità estrema, fruttosità intensa e pur sempre elegantissimo, ciliegie, more e amarene che pian piano lasciano spazio ad elegantissime spezie nobili, dolce finale lunghissimo. Potenza e charme insieme in un connubio senza pari. Indimenticabile. Da abbinare a piatti della tradizione pugliese ma anche da solo a fine pasto, da meditazione. Prezzo di poco superiore ad € 35

martedì 18 ottobre 2011

Tartufo bianco: abbinare il giusto vino


E' da poco partita la stagione di raccolta del Tartufo Bianco pregiato, conosciuto anche come Tartufo di Alba e con il nome scientifico di Tuber Magnatum, il tartufo più pregiato in assoluto.

Non tutti però sanno che il tartufo bianco non si trova solo ed esclusivamente ad Alba o in Piemonte, ma anche in altre zone d'Italia.
E' presente, infatti, anche in diverse zone dell'appennino. Tartufo bianco di ottima qualità lo si trova ad esempio nelle montagne tra Basilicata e Calabria, qui un cavatore mio amico, mi raccontava di avere dei clienti, commercianti di tartufo, proprio ad Alba!
Il motivo è presto detto, la potenza del marketing e della promozione messa in atto dalla regione Piemonte, dal comune di Alba, dai commercianti e trifolai di Alba è stata tale che ad oggi la richiesta di tartufo di quella zona è ampiamente maggiore rispetto a quanto si riesce a "bucare" in quella zona, pertanto i commercianti sono costretti ad acquistare il tartufo da altre zone, prediligendo il tartufo proveniente dalla Basilicata poichè ritenuto di pari qualità a quello delle Langhe.

Io amo il tartufo, specie quello bianco, amo il suo profumo dirompente, la potenza del suo aroma, uno dei pochissimi ingredienti al mondo in grado di cambiare completamente un piatto con la sua presenza, il tartufo è in grado di rendere strepitose delle semplici uova fritte, nè bastano 2 sottilissime fettine.

L'abbinamento di piatti che prevedeono l'uso del tartufo non è affatto semplice, anzi. Diverse sono le scuole di pensiero che dividono i sommelier, alcuni propendono verso vini rossi maturi, morbidi e poco tannici, altri invece verso vini bianchi aromatici.

E' d'obbligo una macro-distinzione, se parliamo di tartufo nero estivo (scorzone), il quale interpreta la terrosità di un bosco, il bosco fatto materia, personalmente opterei verso un Erbaceo di Colli della Murgia, vino sapido e asciutto, dalla brillante acidità e dai chiari sentori di erba sfalciata.

Il Re dei tartufi, il bianco pregiato invece, potenza, dirompenza di profumi di idrocarburi è e deve restare il re indissoluto anche della vostra tavola, pertanto necessita certamente di un vino importante, ma che non deve prevalere su un grande ingrediente qual'è il tartufo bianco.
Consiglio un abbinamento con qualche Riesling tedesco, meglio se Prum Kabinett.

Se decidete di regalarvi una cena o un pranzo con del tartufo bianco pregiato, non scegliete il primo vino che vi capita a tiro in supermercato, correrete il rischio di rovinare tutto.

mercoledì 18 maggio 2011

Re Manfredi bianco 2010 IGT Basilicata - Terre degli Svevi


Dopo mesi e mesi, eccomi di nuovo qui a scrivere su questo blog, purtroppo il tempo è poco, ma se volete continuare a leggermi potete farlo qui.

Oggi cercherò di raccontarvi un inedito bianco lucano, il Re Manfredi bianco 70% Muller Thurgau e 30% di Traminer aromatico, gradazione alcolica 13%.
Di certo non sono proprio vitigni lucani per eccellenza, ma devo dire che l'intuizione di Terre degli Svevi, azienda venosina facente parte del Gruppo GIV, di impiantare barbatelle di Muller Thurgau e Traminer sui terreni vulcanici del Vulture si è rivelata vincente.

Il risultato è un interessantissimo vino bianco, dal color oro brillante e leggeri riflessi verdolini. Al naso è piacevolmente aromatico, muschio verde, erba sfalciata e lievi accenni a frutta gialla e mela golden, note balsamiche e finale vagamente mandorlato.
In bocca ha un'ottima sapidità e acidità che gli conferiranno una vita di 5-6 anni a differenza della maggior parte dei vini bianchi, lo definirei "croccante", assolutamente secco, grande freschezza. Un vino molto beverino, ottimo su piatti di mare o come aperitivo.
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