sabato 24 ottobre 2009

Barriques si, barriques no? vino barricato o senza passaggio in legno?


Dovendo fare una stima sulla mia personale esperienza direi che un 50/60% dei bevitori preferisce un vino rosso barricato, un 20% delle persone preferisce un rosso passato in tonneaux e il restante 20% preferisce bere rossi senza alcun passaggio in legno. Questo giusto per smontare la tesi di chi dice che la nuova tendenza è verso vini "nature" senza il passaggio in legno, barrique, tonneaux o trucioli che siano.
Da parte dei consumatori la preferenza o meno verso vini barricati coincide o dovrebbe coincidere con il gusto di trovare nel vino determinati sentori quali vaniglia, cioccolato, tabacco, cuoio, pepe, cannella ecc ecc dovuti alla tostatura del legno, purtroppo il cattivo e smodato uso del legno ha finito per omologare molti vini a prescindere dalle uve utilizzate e dal territorio di provenienza.
Il legno però, tecnicamente viene usato dagli enologi anche per smorzare asperità di alcuni vini che altrimenti risulterebbero troppo irruenti e spigolosi, come dichiarato da Renzo Cotarella, direttore generale di Antinori, in questa intervista "la barrique è come una minigonna: non tutte le donne se lo possono permettere" ed inoltre "se il vino è fatto bene non ci si dovrebbe nemmeno accorgere della presenza del legno", come dargli torto...
In sostanza il vino maturato in barrique, a seconda del tempo e della tostatura del legno, sarà l'unico, con tannini "eleganti", profumi complessi, persistenti e che continuerà ad evolversi anche durante l'affinamento in bottiglia. Sembra quasi, quindi, che un grande vino non possa prescindere dal legno, l'auspicio è quello di utilizzare le varie botti di legno in modo sensato, cercando di valorizzare sempre più il vino nella sua forma più naturale.

1 commento:

  1. Molto interessante il post, soprattutto la statistica sul 60% degli apprezzatori del bariccato. Vi ritwitto!

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