domenica 11 ottobre 2009

Biodiversità in vigna


Sempre più spesso ci capita di assistere ad immagini di questo tipo, il modo più semplice per i viticoltori di tenere a bada i parassiti della vigna cosidetti pests, è anche il modo più semplice per avvelenare i consumatori, oltre che i parassiti.
Infatti un'indagine condotta dalla Pesticide Action Network Europe su 40 campioni di vino venduto nell'Unione Europea, ha rivelato la presenza di ben 24 pesticidi diversi classificati dall’UE come cancerogeni, tossici, alteratori endocrini e mutageni.
Di questo tutti tacciono, bisogna dire che ormai tanti prodotti provenienti dall'agricoltura convenzionale contengono un alto numero di sostanze tossiche, molte delle quali cancerogene, e l'uva da vino, quindi il vino, non fà eccezione, anzi.
Pochissimi produttori, invece, riescono ad evitare questi trattamenti letali grazie all'aiuto della natura, cercando di ricreare quanto più possibile l'habitat naturale per insetti e micro organismi che da soli combatteranno i parassiti.
Ricreando la cosidetta biodiversità, bio stà per vita e diversità...beh non c'è bisogno che ve lo spieghi.
In sostanza si pratica la semina di molte varietà di erbe e fiori proprio nei vigneti, attorno ai quali, invece, vengono piantati alberi, siepi, tutto ciò favorisce lo sviluppo del ciclo naturale della vita, ogni elemento di questi svolgerà una funzione utile.
E' ormai esiguo il numero di aziende che rispetta l’antica e salutare ricetta di salvaguardare la vitalità dei terreni. Molto più semplice fertilizzare, combattere insetti e parassiti con i pesticidi.
Personalmente credo che la vera agricoltura sia stata colonizzata dalle aziende chimiche che hanno trasformato le aziende agricole in agroindustrie.
Bisogna imparare a difendersi e informarsi su chi lavora con maggiore attenzione all’ambiente, la nostra salute non potrà che trarne vantaggio.
In Puglia ne è esempio Colli della Murgia.

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