giovedì 22 ottobre 2009

Cantine Bonifacio, Venosa dove nasce l'Aglianico del Vulture doc


Vorrei parlarvi di una azienda vitivinicola della zona del Vulture, Cantine Bonifacio condotta da Franco e Michele rispettivamente padre e figlio, viticoltore ed enologo.
Un'azienda che nasce nel 2003 per volontà di Franco Bonifacio da sempre viticoltore e socio conferitore di una nota azienda vitivinicola di Venosa, poi la decisione di creare la propria azienda che debba portare il suo nome. Le Cantine Bonifacio dispongono di circa 15 ettari di vigneti tutti ventennali o trentennali, 90% di questi coltivati ad Aglianico (il resto è moscato e malvasia), ubicati in località "Piani di Camera" a Venosa, a detta di molti, pare sia la zona migliore per la produzione di Aglianico in tutto il Vulture perchè ideale per qualità del terreno e condizioni climatiche.
Al momento le Cantine Bonifacio producono e commercializzano 5 etichette, di cui 4 sono aglianico 100% e un dry muscat, sarebbe un moscato con un leggero residuo zuccherino.
Lo spirito, la volontà e la caparbietà dell'agricoltore divenuto imprenditore è racchiuso nel nome che ha voluto dare al suo primo vino: "La Sfida".
Ho fatto una scommessa con me stesso per vedere se riuscivo a produrre un vino di qualità - mi dice Franco Bonifacio,- I risultati arriveranno e ci ripagheranno abbondantemente delle fatiche e delle preoccupazioni".
E i primi risultati stanno arrivando, ora le Cantine Bonifacio producono oltre a La Sfida IGT anche altre quattro etichette, riscuotendo un buon successo sia in Italia che all'estero.
Dei suoi prodotti vi parlerò più avanti, posso solo anticiparvi che produce un aglianico che ha le caratteristiche dell'aglianico di una volta, corposo, duro e anche scontroso nella versione Certamen DOC, "La Sfida DOC", invece, interpreta oltre alla proverbiale potenza, anche l'eleganza grazie alla quale l'aglianico del vulture è stato più volte paragonato al più blasonato Barolo, definendolo per l'appunto il Barolo del sud.
Non un aglianico del vulture trasformato in un cru bordolese svuotato delle sue principali caratteristiche, ma aglianico del vulture autentici per il piacere di veri estimatori di un prodotto unico ed originale.

3 commenti:

  1. Non ho abbastanza esperienze di Aglianico per parlarne con cognizione di causa: Carato Venusio lucano e Radici campano quelle che mi ricordo. Per quel poco che lo conosco comunque, mi intriga assai; devo in qualche modo recuperare questo gap, magari anche seguendo le indicazioni di un blog legato al territorio.
    ciao
    Rinaldo

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  2. Ciao Rinaldo, seguimi e ti aggiornerò per quanto mi è possibile, qui si parla quasi esclusivamente di aglianico...

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  3. Ciao Giuseppe, la recensione dei vini mi interessa sempre anche se non sono una intenditrice (nel mio piccolo cerco di assimilare le caratteristiche dei vini), ti ringrazio per essere passato dal mio blog, sul tuo ho visto che ci sono diverse cose interessanti e quindi tornerò a farti visita con più calma.
    Mandi

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