giovedì 1 ottobre 2009

Il mio vino? è di qualità!


Qualche giorno fà navigando qua e là (fa pure rima) ho trovato sul nostro caro GUGOL questo annuncio a pagamento di una azienda vinicola pugliese.
Sorvolando sulla assoluta inutilità della campagna (al click non corrispondeva una pagina di atterraggio dedicata ma portava all'interno del sito aziendale dove per ritrovare l'area dedicata all'offerta ci ho messo 5 minuti) mi chiedo: è questo il modo per attirare potenziali clienti e aumentare le vendite?
Cosa significa "di qualità"?
Ogni prodotto o servizio ha una sua qualità intrinseca e soggettiva, a maggior ragione per il vino il discorso è più che pertinente. Ognuno di noi ha delle preferenze e ritiene di ottima o pessima qualità dei vini, e quelli che io ritengo di ottima qualità, per qualcun'altro possono essere scadenti, occorrerebbe, quindi identificare dei parametri oggettivi.
Tornando alla strategia adottata da questa azienda vinicola, mi sembra un clamoroso autogol proporre i propri prodotti facendo leva solo sul prezzo a dei potenziali clienti che non conoscono nè l'azienda nè i prodotti.
Solitamente nell'immaginario collettivo ad un prezzo basso non può corrispondere un grande vino.
Di qui la mia riflessione: perchè non ispirarsi alla Toscana dove la valorizzazione delle proprie produzioni ha portato questo territorio ad essere ormai un brand nel settore enologico?
Le produzioni vitivinicole del sud italia hanno tutte le potenzialità per fare da antagonisti ai vini toscani (cisterne e cisterne partono alla volta della Toscana dove sapienti enologi andranno ad implementare le produzioni locali), indi per cui le leve da azionare non devono essere solo quelle del prezzo, ma quelle della qualità, della genuinità e della salubrità del vino.
Per aumentare le vendite o i profitti, non basta dire "Primitivo di qualità" in maniera autoreferenziale.
Date un'occhiata ai produttori di Masseto, Sassicaia, Ornellaia, Solaia, Tignanello, Messorio ecc ecc. è lì che bisogna ispirarsi, inizialmente lo stesso marchese Mario Incisa della Rocchetta (Sassicaia) fu scoraggiato dai giudizi negativi dei contadini locali sul suo vino. Ma la sua determinazione lo portò dopo qualche anno a proporlo come un vino dalle caratteristiche “nuove” per l’Italia abituata al Sangiovese e al Nebbiolo.
Tutti sappiamo che sviluppi ha avuto la vicenda, dubito però che inizialmente fosse proposto come "cabernet di qualità" a prezzo promozionale...

Per fortuna anche in Puglia qualcosa si muove...nei prossimi post

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