martedì 13 ottobre 2009

Tappi del vino, sughero o silicone?


Aprire una bottiglia di un buon vino e rischiare il classico “sentore di tappo” oppure utilizzare un tappo in silicone ma che non è bello da guardare? A cosa dobbiamo dare priorità, all’estetica o alla praticità?
Da sempre, nell’immaginario collettivo, è il tappo di sughero che fa da padrone nel mondo del vino e che costituisce un elemento fondamentale, per l’apprezzamento del prodotto. L’apertura di una bottiglia di vino è quasi un cerimoniale, i grandi ristoranti hanno del personale che si occupa esclusivamente della presentazione di un vino e dell’apertura della bottiglia. Il sughero, quindi, rientra nelle aspettative del cliente e risulta già un metro di giudizio nella valutazione di quel vino. Ma il sughero non è soltanto estetica: il tappo di sughero crea le condizioni per un lento invecchiamento del vino permettendo un piccolo scambio di ossigeno con l’esterno, ammorbidisce i tannini e consente lo sviluppo di aromi estremamente raffinati.
Il “sentore di tappo” è dovuto alla presenza di composti organici nel sughero (uno dei quali è il 2,4,6 tricloroanisolo o TCA) che conferiscono al vino sentori di muffa o straccio bagnato, a danno, quindi, dei sentori fruttati o della persistenza aromatica.
Per ovviare a tale inconveniente, la tendenza oggi è quella di utilizzare tappi tecnici di sughero o tappi siliconici.
I primi offrono l’omogeneità tipica dei prodotti industriali, pur mantenendo inalterate le proprietà del sughero, mi riferisco all’efficacia ed all’estraibilità. Ne esistono diversi a seconda del tipo di vino a cui verrà applicato: per i vini fruttati, ad esempio, viene utilizzato il Tappo Twin Top con un disco in sughero a entrambe le estremità e un corpo in agglomerato; oppure il Tappo Spark che, come dice la parola stessa, è adatto a Spumanti e Champagne, ed altri ancora.
I tappi in silicone stanno prendendo piede sul mercato sempre più perché assicurano elevate performance qualitative, a livello fisico, chimico ed enologico a prezzi estremamente competitivi.
A mio parere, comunque, la sostituzione del tappo di sughero con quello di silicone con l’obiettivo di eliminare il “difetto di tappo” è soltanto una scusa. La realtà è che le riserve di sughero stanno terminando e gestire le querce da sughero è un’impresa più che ardua. Infatti, la quercia da sughero ha una vita media di 170 – 200 anni e la qualità del sughero deriva proprio dall’accurata gestione del querceto. Ciò comporta, ovviamente dei costi più elevati che le aziende non sono più disposte a sopportare. E’ anche vero che oggi ci sono tanti tappi in silicone che sono migliori di molti tappi in sughero oggi sul mercato, ma non mi vengano a dire che lo fanno per il cliente, per evitare il sentore di tappo!
Ora, per i vini di pronta beva sono estremamente d’accordo sull’utilizzo del silicone in quanto rispecchia esattamente le mie aspettative. Ma, per gli amanti come me del buon nettare di Bacco, dei grandi vini, per favore, non toglietemi il piacere di aprire la bottiglia e di sentire se…sa di tappo!

1 commento:

  1. Perfettamente d'accordo. Aggiungo che secondo me l'etichetta dovrebbe riportare l'uso di tappo siliconico (personalmente non le comprerei!). Io penso che le attuali disciplinari DOC siano troppo "leggere" e permettano ai produttori tanti "giochini" come qeusto. Proprio domenica scorsa ho ricevuto in regalo un CASTELLI ROMANI DOC bianco Andreassi , senza annata (grrr) e con tappo siliconico. Se questo è il DOC italiano ...

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