domenica 29 novembre 2009

Pane di Matera DOP


Il Pane di Matera una volta assagiato non si scorda più, tutti i turisti passati dal mio negozio rimangono sbalorditi dalla bontà del Pane di Matera, un gusto unico ed inimitabile.
Ottenuto mediante un antico sistema di lavorazione, viene utilizzata esclusivamente semola rimacinata di grano duro tra cui il grano Cappelli, acqua, sale e lievito madre.
La forma più rappresentativa è quella definita a "cornetto", una porosità molto difforme, un sapore ed un profumo molto caratteristici, la mollica all'interno è di colore giallo paglierino, molti miei clienti infatti, chiedono il "pane giallo" di Matera.
La conservabilità di questo pane può arrivare anche ai 7 giorni a differenza di tanti altri pani che durano poche ore.
E' provato che il Pane di Matera debba le sue particolari caratteristiche per l'80% all'aria del posto e all'acqua, il resto è dato dagli ingredienti e dal forno a legna, si è infatti provato a panificare in altri luoghi ma il risultato non è mai quello ottenuto nei nostri luoghi...sarà l'aria dei Sassi, della Gravina, mah...
Stà di fatto che senza paura di smentite, stiamo parlando di uno dei pani migliori d'Italia (per non andare oltre) insieme a quello di Altamura, secondo me praticamente identico al nostro con la differenza che gli altamurani hanno saputo promuoverlo tempestivamente e meglio dei materani.
Ah dimenticavo, il Pane di Matera è stato il pane "straniero" più venduto nei grandi magazzini Harrod's di Londra, ha infatti superato la vendita della più rinomata baguette francese.

Per chi fosse incuriosito e volesse provarlo e per chi l'ha assaggiato e non riesce a dimenticarlo, potete comprarlo qui, sarà a casa vostra dopo solo 24 ore dalla sfornata, ancora fragrante e profumato.

giovedì 26 novembre 2009

Miele al tartufo bianco pregiato

Per chi non lo sapesse la Basilicata è una grande terra di tartufi, ebbene sì non solo Alba e l'Umbria ma anche qui nel profondo sud c'è il tartufo, in particolare si possono trovare il nero estivo, il bianchetto, il biancone e il tanto decantato tartufo bianco pregiato.
Da un'pò ho scoperto un'azienda lucana che produce una serie di prodotti al tartufo di Basilicata tra cui spicca il miele al tartufo bianco pregiato...
Il vasetto sigillato non riesce a contenero il profumo inebriante di questo straordinario tubero che nasce e vive in simbiosi con le radici di alcuni alberi come la quercia ed i tigli.
Và usato essenzialmente su formaggi stagionati e/o piccanti come il Canestrato di Moliterno IGP, tanto per rimanere in Basilicata. L'olfatto ne resterà segnato, tanto da non poter fare a meno di annusare il prezioso contenuto, per le papille gustative è garantita l'apoteosi.
La composizione è miele di acacia, brandy e tartufo bianco.

Vi garantisco che è una cosa eccezionale per chi ama il tartufo, una chicca per veri buongustai!

domenica 22 novembre 2009

Certamen Aglianico del Vulture doc - Cantine Bonifacio

Vi avevo già accennato di Cantine Bonifacio qui, oggi vorrei parlarvi di uno dei suoi vini, appunto il Certamen, aglianico del vulture doc.
Un vino che proviene da vecchie vigne a bassa resa che dopo la vinificazione non ha passaggio in barrique nè in tonneaux, solo acciaio e affinamento in bottiglia di 12 mesi, quando parliamo di Aglianico del Vulture, questa è una caratteristica molto rara. Ciò determina un vino dalle caratteristiche "vere", un prodotto che qualcuno ha evocato e auspicato, un Aglianico del Vulture vecchio stampo, al naso intenso e fruttato, all'assaggio è corposo, duro, astringente tutte caratteristiche dell'aglianico del vulture in purezza.
Per via di queste caratteristiche un aglianico che non a tutti è gradito, sicuramente, ma di certo un aglianico che definirei sincero. La barrique, nel caso dell'aglianico del vulture, ha il compito di smorzare l'irruenza di questo vitigno, di renderlo oltre che più complesso al naso, anche più morbido poichè l'aglianico ha tannini talvolta spigolosi, così facendo riesce ad evolvere in un vino gradito ad una fascia di pubblico molto più ampia.
Certamen è un vino prodotto con le moderne tecniche di vinificazione ma dal risultato antico, in cui il produttore ha volutamente cercato e ottenuto la riscoperta dei gusti di una volta, autentici e originali.

Certamen è stato premiato nella guida al vino quotidiano di Slow Food, ritenuto tra i migliori vini d'Italia a meno di 10 euro in cantina, lo si può acquistare qui a prezzo scontato per tutto il periodo natalizio e occhio alla quantità, acquistando 6 bottiglie ulteriore 10% di sconto.

sabato 7 novembre 2009

Le pettole a Matera


Forse un'pò in anticipo rispetto al solito, ma ieri ho ufficialmente aperto la stagione enogastronomica Natalizia,sapete quei giorni antecedenti il Natale in cui si mangia a sbafo, incredibili e interminabili tavolate (sia come lunghezza del tavolo che come tempi di permanenza) in cui ci si ingozza di tutto, ma principalmente di tipici piatti natalizi, tra orecchiette, funghi cardoncelli, legumi, agnello, pesce, dolci e altro ancora, fino a scoppiare. Il Natale materano, però, non può non iniziare dalle PETTOLE, quelle frittelle di pasta lievitata tipiche dell’area materana ma, soprattutto della Puglia. D’altronde, noi materani condividiamo molte tradizioni con i nostri cugini pugliesi, essendo a 15 kilometri dal confine. Sono morbide, gustose e anche molto simpatiche da vedere: ancora oggi ci divertiamo a vedere che forma prendono i pezzetti di pasta nell’olio bollente.
Come si fanno?
Ecco la ricetta della nonna delle pettole (o, come dice lei in dialetto strettamente materano “u’ pattl”):

800 gr di farina di semola rimacinata di grano duro
200 gr di farina di grano tenero
lievito di birra
un cucchiaio di sale grosso
acqua q.b.

Intervista a cura della giornalsita MARIA ANNA FLUMERO

mercoledì 4 novembre 2009

Ci mancava il vino cinese...













In molti se lo aspettavano, nessuno se lo augurava. E' nata la prima cantina con sede ad Hong Kong, si chiama The 8th Estate winery, l'ho letto su Intravino ed ho approfondito la notizia, mi sono documentato ed ecco cosa ho scoperto...
Il clima cinese è tropicale, ciò non permette la coltivazione dei vigneti, anche perchè pare che terreni non ce ne siano disponibili nella giungla del cemento, quindi come fanno a produrre vino? Semplice, a quanto dicono... comprano uva da diverse parti del mondo tra cui Francia e Italia, in particolare dal Chianti e dal Piemonte, l'uva viene congelata e parte alla volta della Cina, qui viene scongelata e poi vinificata. Le varietà utilizzate sono lo Chardonnay, il Gewürztraminer, Sauvignon blanc, Cabernet Franc, Merlot, Cabernet Sauvignon e Shiraz.
Sembra che svolgano anche una sorta di conto terzi, infatti i clienti hanno la possibilità di fare le proprie "miscele" sotto la supervisione dell' enologo dell'azienda e conservare il loro barile di vino nella tenuta fino a quando non sono soddisfatti della maturità del prodotto per poi essere imbottigliato con il marchio personale del cliente.

Ma alla fine com'è questo vino? Io non l'ho assagiato ma da una degustazione alla cieca fatta da esperti, pare che gli esiti non siano eccezionali, anzi e aggiungo "ci mancherebbe altro..."!
Ma questo c'era da aspettarselo, quando si parla di prodotti cinesi non è che si pensi subito alla qualità, bensì al prezzo, ciò che spaventa è che qui parliamo di vino, quindi di cibo e si sà che i cinesi non hanno proprio la stessa cultura occidentale quanto a igiene e pulizia...
Voi dite che il vino lo fanno solo con l'uva?
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