martedì 23 novembre 2010

La "ciccia" di Burde è da cappottarsi

Un amante del buon cibo e del buon vino non può non includere prima o poi una visita in Toscana tra le mete da visitare assolutamente. Ed io non potevo certamente mancare all'appuntamento, così qualche settimana fà dopo il ponte (per noi lavorativo) conclusosi il 2 novembre, io e Angela siamo partiti alla volta della Toscana. Dopo la visita alle dovute tappe storico-culturali, vedi San Gimignano, Monteriggioni, Siena, il Palazzo degli uffizi a Firenze ed una multa CERTA per essere entrato nella ztl in centro a Firenze, la meta d'obbligo è stata la storica Trattoria Da Burde del famoso "sommelier informatico" Andrea Gori, mitico protagonista di centinaia e centinaia di video degustazioni su youtube, vice campione europeo sommelier, miglior sommelier Toscana 2006...
Appena arrivati al nostro tavolo Andrea inizia a farci recapitare quanto di più buono offre la meravigliosa Toscana, partendo da una carrellata di salumi, da segnalare la finocchiona e il prosciutto di cinta senese (veramente strepitoso), per poi continuare con i famosissimi crostini di Burde segnalatomi da più parti come i migliori di Firenze e forse della Toscana tutta, non era il primo posto in cui li mangiavamo ed erano molto molto meglio dei precedenti, non dico eccezionali perchè a me il gusto del fegatino non fà impazzire.
Ecco che dopo gli antipasti io sarei passato direttamente alla famosa Fiorentina, ma Andrea ha insistito che assagiassimo anche delle zuppe tipiche, ovvero la Farinata gialla con cavolo nero, riso nero e fagioli con l'occhio e la classica ribollita. Tutto veramente squisito, mi è piaciuto particolarmente il riso nero e fagioli con l'occhio, ma... io non vedevo l'ora di mangiare la Fiorentina, sono carnivoro all'ennesima potenza, stà fiorentina l'ho sempre immaginata, quasi sognata e ora non volevo "rovinarmi" l'appetito!

Dopo pochi minuti d'attesa eccola in tutto il suo 1,6 kg di splendore, bella, succulenta come nient'altro. Salivazione a mille, bicchiere di "Il Sasso" Carmignani docg pronto alla bevuta...
Ci lanciamo in quella che per me è stata "un'esperienza", carne meravigliosamente tenera, saporitissima, mai stucchevole e di facile masticazione nonostante il grado di cottura e lo spessore del pezzo (notevolissimo).

Brevissimi intervalli dettati dalla "necessità" di annaffiare i bocconi e in pochi minuti, della mastodontica fiorentina non rimaneva che un osso nudo. Ricordi che mi fanno salivare ancor'oggi, bistecca che merita in toto la sua fama, il vino buono, forse troppo legnoso, 20 mesi in barriques son tanti, forse troppi per i miei gusti.


Andrea Gori simpaticissimo, ospitale, umile e molto alla mano. Ciò che in Toscana proprio non riuscivo a mandar giù? Il pane! ca**o! ma come si fà a mangiare un pane senza sale, non lo capirò mai.

giovedì 28 ottobre 2010

Prosecco Asolo DOCG - Bele Casel - Colfondo

Con questo post esco un pò fuori dal mio territorio per raccontare un vino assaggiato per la prima volta qualche giorno fà, in occasione della mia visita al Salone del Gusto a Torino.
Eravamo lì ormai da 3 giorni e domenica sera proprio non mi andava di uscire dopo la frenetica giornata passata a girovagare in fiera, a conoscere gente, prendere contatti, assaggiare prodotti...e poi in albergo c'era la tv e la domenica sera, chi mi conosce lo sà, ci sono i programmi post campionato...
Rilassato nella mia camera d'albergo, sul letto, televisore 42", dell'ottimo prosciutto crudo gentilmente offerto da un espositore, del Pane di Matera IGP, il tutto annaffiato da un insolito prosecco regalatomi da Luca Ferraro, Asolo Prosecco docg dell'azienda Bele Casel, l'ormai famoso "prosecco colfondo". Non nascondo che ero un tantino scettico davanti a questa bottiglia, per me una novità assoluta, dopo aver assaporato il mio pane e prosciutto, stappo e verso a temperatura ambiente e il mio scetticismo aumenta, si perchè si tratta di un prosecco non filtrato, se vogliamo "torbido", "genuino". Al naso subito emergono sentori fruttati molto evidenti, in bocca conferma la sua vena agrumata, spicca il pompelmo, molto succoso. Lo scetticismo si trasforma in piacevole sorpresa. Riassaggio per affinare il palato e riesco ad andare più a fondo, è un prosecco che si lascia bere molto molto facilmente, crosta di pane e agrumi, un retrogusto vagamente amarognolo che stimola il sorso, va giù che è un piacere, dissetante.
Jamon Iberico e Champagne in versione italiana: prosciutto crudo, pane di Matera e Asolo Prosecco docg Bele Casel, mancava soltanto che la Juve avesse vinto a Bologna e sarebbe stato tutto perfetto...

domenica 17 ottobre 2010

ES 2008 - Primitivo di Manduria doc - Gianfranco Fino

Gianfranco e Simona Fino iniziano la loro avventura di viticoltori nel 2004 quando coraggiosamente decidono di acquistare un vecchio vigneto di pochi ettari, decidendo quindi di intraprendere questa tortuosa strada producendo vini esclusivamente dai 2 vitigni più rappresentativi della Puglia, il Primitivo di Manduria e il Negroamaro.
L'idea è quella di produrre poche bottiglie ma di alta, altissima qualità. Per ottenere il risultato che si sono prefissi coltivano le loro viti senza usare concimi, nè irrigazione, praticano l'inerbimento tra i vigneti e i forti diradamenti fanno il resto, il risultato sono rese bassissime, per il Primitivo di Manduria ES, soli 400 gr. per pianta.

Prodotto da uve 100% Primitivo di Manduria appena surmature, subisce un affinamento di circa 12 mesi in barriques francesi di 1° e 2° passaggio, in seguito, ulteriore affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi prima della commercializzazione.

Colore rosso rubino impenetrabile, grande estrazione come era presumibile. Naso molto elegante con variegati profumi di sottobosco e spezie nobili. L'assaggio ti riempe la bocca, è corpulento, caldo e succoso, vellutato e pur sempre elegante finisce con una nota di cacao.

Gradazione alcolica 16,5°, ma và giù che è un piacere.

PS: ES Primitivo di Manduria doc 2008 è 3 bicchieri al Gambero Rosso.

lunedì 27 settembre 2010

Stupor Mundi - Carbone Vini - Aglianico Del Vulture doc

Lo Stupor Mundi è il vino di punta dell'azienda Carbone, prodotto da uve 100% aglianico del vulture dai vecchi vigneti dell'impianto di Piani dell'Incoronata a Melfi.
L'azienda Carbone è un'azienda relativamente giovane che si stà affermando sempre più nel panorama vitivinicolo lucano grazie a prodotti di qualità e una attenta e consapevole presenza (attiva) sui nuovi media, primo su tutti Twitter.

Ma veniamo allo Stupor Mundi, un aglianico del vulture che all'olfatto presenta note di amarena, ribes rosso, tabacco e cuoio, quest'ultimi dovuti all'affinamento in barrique di rovere francese a media tostatura, al naso è molto invitante, al tempo stesso ipnotizza, quasi non si smetterebbe di annusarlo tanto è complesso e gradevole.
In bocca è potente, tannico quanto basta e non meno di quello che ci si aspetta da un aglianico del vulture che si rispetti. Le note di frutta rossa rimbalzano dal naso al palato senza perdere nulla per strada, minerale, lavico ma anche elegante e raffinato. Finale lungo di cuoio e tabacco.

giovedì 8 luglio 2010

#aglianicodelvulture1, l'evento da non perdere!

Il 5 e 6 agosto la Basilicata sarà di scena con un piccolo grande evento enogastronomico. Dalla passione di Vittorio Rusinà e Sara Carbone nasce #aglianicodelvulture1, l'evento (vinicolamente parlando) più atteso dell'estate! Nato su Twitter ha subito trovato il consenso e l'entusiasmo dei più autorevoli twitteri eno-gastronomici ('mmazza che paroloni...), produttori, enotecari, bloggers, giornalisti e appassionati si danno appuntamento nella bottaia di Sara Carbone a Melfi, il 5 agosto per scoprire il meglio che la Basilicata offre in tema di enogastronomia.
Prevista una degustazione alla cieca di 8 aglianico del vulture doc e di altre particolari espressioni di questo straordinario vitigno. In serata cena a Potenza presso l'antica Osteria Marconi.

Il 6 agosto, invece, dopo la visita alla cantina Basilisco, i partecipanti si recheranno a Matera, dove ad attenderli ci saremo io e Angela. L'entusiasmo è alle stelle, l'iniziativa ci è piaciuta tantissimo sin dai primi timidi "cinguettii", per questo ci stiamo prodigando affinchè sia un successo. Da Sapori dei Sassi, nel cuore del Sasso Caveoso, sarà allestita una degustazione di prodotti tipici lucani, nel primo pomeriggio, invece, presso il panificio Perrone ci attende il laboratorio del Pane di Matera IGP, (a detta di molti il miglior pane del mondo) dove scopriremo i segreti di questo favoloso prodotto e, dopo aver assistito alla dimostrazione del mastro fornaio, potremo provare a realizzarlo con le nostre mani sotto la supervisione del presidente del consorzio di tutela del pane di Matera igp, Massimo Cifarelli.
Dopo quella che vi garantisco sarà una favolosa esperienza, è d'obbligo una visita guidata ai Sassi di Matera, patrimonio mondiale Unesco dove scoprirete il fascino di una città antichissima, case e strade scavate nella roccia, custodi della cultura contadina che ha da sempre contraddistinto la città di Matera. Abitati sino al 1954, quando definiti vergogna nazionale, per le precarie condizioni igienico-sanitarie, i due terzi di tutti gli abitanti della città dovettero forzatamente abbandonare le loro case e trasferirsi in nuovi rioni per decisione dello Stato. Era la prima volta al mondo che ciò accadeva. Da allora molto è cambiato, da vergogna nazionale a Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
In serata cena presso il ristorante Baccanti nel Sasso Caveoso, in compagnia di Franco Ventricelli, titolare dell'azienda vitivinicola Colli della Murgia e i sui vini da agricoltura biologica.

PS: per la visita ai Sassi di Matera, sconsigliatissimi tacchi a spillo per le signore, io ve l'ho detto...

venerdì 25 giugno 2010

Il Rogito, aglianico rosato - Cantine del Notaio


Di solito quando si dice rosato, si pensa ad un vinello leggero, con un basso grado alcolico, adatto solo ad accompagnare antipasti e piatti leggeri, poco impegnativo che và giù neanche fosse acqua..., sappiate che tutto questo non è valido per il Rogito di Cantine del Notaio.
Prodotto da uve 100% aglianico (del vulture), vinificato in rosa, passa 12 mesi in barrique di terzo passaggio, il risultato è sorprendente. Un rosato da 14,5° lo conoscevate? Io lo definisco un rosso travestito da rosato, infatti oltre all'importante grado alcolico al naso sprigiona profumi di frutti a bacca rossa e chiodi di garofano, vaghi i sentori speziati.
In bocca è strutturato, lo senti che è un aglianico, appagante e fresco, nel finale piacevolissimi sentori floreali. Il Rogito è adatto per antipasti e piatti estivi se servito freddo, a temperatura ambiente non teme l'abbinamento a piatti più succulenti e speziati. Da non perdere!

giovedì 13 maggio 2010

Fichimori, Tormaresca - il negroamaro da bere freddo

L'estate è alle porte, perlomeno qui a Matera, ci sono 25° e la tendenza è quella di cominciare a preferire i vini bianchi ai rossi corposi e alcolici a cui al sud siamo abituati.
Qualche anno fà l'azienda Tormaresca di proprietà dei Marchesi Antinori ha pensato bene di produrre un vino a bacca rossa, un negroamaro per l'esattezza, che potesse bersi freddo, quindi molto indicato per il periodo estivo, il Fichimori. Certamente un vino atipico, probabilmente il primo nel suo genere, forse a questo è dovuto il suo successo, un vino "originale" e piacevole.
Il Fichimori è prodotto da uve 100% negroamaro del Salento, le uve subiscono una macerazione a freddo, tali da poter estrarre gli aromi, il colore e le componenti polifenoliche più morbide, in seguito la svinatura e la fermentazione non a contatto con le bucce.
Il risultato è un vino rosso con gradazione alcolica di appena 12°. Al naso sono presenti sentori di fragola, visciole e accenni di note balsamiche. In bocca è morbido con un leggero tannino e di media persistenza. Può essere abbinato a leggeri piatti estivi, come aperitivo, ma anche tranquilamente con piatti di pesce. Da servire intorno ai 10° C.
Vi ho incuriosito e volete togliervi lo sfizio? Il Fichimori lo trovate qui.

martedì 11 maggio 2010

Patate e peperoni cruschi


Un piatto semplice, semplicissimo ma al tempo stesso gustosissimo, dal sapore deciso, un classico della tradizione lucana. Per chi non conoscesse i peperoni cruschi, sono un particolare ecotipo di peperone, dalla polpa sottilissima, lunghi e affusolati, dopo la raccolta vengono fatti essiccare al sole e preparati facendoli scottare nell'olio bollente, dopo essersi raffreddati diventano croccantissimi come fossero patatine, di qui la parola "cruschi".
Avete presente i classici peperoni che noi tutti mangiamo? Bene, non hanno niente a che fare, il loro aroma è molto particolare, intenso, uno spettacolo!
Dopo questa lieve infarinatura sui peperoni cruschi, posso finalmente parlarvi di questo gustosissimo piatto che ho preparato ieri sera e divorato insieme ad Angela, si lei che gestisce il blog di Sapori dei Sassi.

Ho lessato le patate, dopodichè lei le ha pelate e affettate, poi le abbiamo versate in una padella con un pò di olio extravergine bollente (non molto) nel quale sono poi state soffritte insieme ad uno spicchio di aglio. Arrivate alla giusta doratura abbiamo versato le patate nel piatto con l'olio che era rimasto in padella, e lì è arrivato il momento dei peperoni cruschi, avevamo solo quelli già pronti, quelli da friggere sono terminati, così è stato ancora più semplice, aperta la confezione li abbiamo aggiunti al nostro piatto di patate fumanti e il gioco era fatto.
I peperoni cruschi danno un aroma, un profumo indescrivibile e rendono un semplicissimo piatto di patate, un vero tripudio di sapori.
Ad un piatto dal sapore deciso non può mancare un vino dal sapore marcato come un aglianico del vulture, noi abbiamo deciso di accompagnare le patate con i peperoni cruschi con il Terra dei Fuochi dell'azienda vitivinicola Carbone, e devo dire che ci ha fatto un'ottima impressione, ma a questo vino dedicherò il prossimo post, quindi stay tuned!.

mercoledì 21 aprile 2010

Carato Venusio 2004 - Cantina di Venosa

Oggi voglio parlarvi di un vino della Cantina di Venosa, una delle 4 aziende lucane presenti nel libro di Luciano Pignataro che sarà presentato a Matera durante Facefood, ed inoltre, sarà uno dei vini degustati durante la cena di venerdì 21 maggio propri sotto la guida di Luciano Pignataro, chi non l'avesse ancora fatto, vi consiglio di dare un'occhiata al programma...

Il Carato Venusio 2004, è il vino di punta di Cantina di Venosa, la più grande cantina cooperativa della Basilicata. Oltre 850 ettari vitati, 800.000 bottiglie prodotte, è di fatto una delle realtà più importanti del mondo vitivinicolo lucano.
Il Carato Venusio è prodotto da uve 100% aglianico del vulture leggermente surmature da vigneti di oltre 30 anni, vendemmia intorno ai primi di novembre, affinamento di 18 mesi in legno, parte barrique, parte tonneaux di rovere, infine ulteriori 6 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.

Di colore rubino impenetrabile, ad oggi si presenta con orlo granato. Al naso è intenso e molto persistente regalando profumi di cuoio, tabacco, frutti di bosco tra cui amarena, un classico per l'aglianico del vulture.
In bocca è secco, corposo e sapido, direi appagante. Il finale è fruttato e con una nota balsamica, abbastanza persistente.

Ottimo vino dall'ottimo rapporto qualità prezzo, in enoteca a € 14,50

giovedì 8 aprile 2010

La Firma 2007 di Cantine del Notaio medaglia d'oro al Vinitaly 2010


Io ve l'avevo detto che La Firma di Cantine del Notaio era un gran vino, ed anche in tempi non sospetti, ve lo avevo suggerito per il pranzo di Natale qui. Oggi arriva un premio importante che conferma l' idea che io mi son fatto di questo vino, infatti La Firma 2007 di Cantine del Notaio ha vinto la medaglia d'oro al Vinitaly iniziato solo da poche ore, un grandissimo risultato che traina il nome dell'aglianico del Vulture ai livelli che gli spettano, quelli dell'eccellenza.
Un vino, l'aglianico del Vulture, che ha da poco ottenuto la DOCG e che a breve potrà fregiarsi di riportare in etichetta la dicitura "Aglianico del Vulture Superiore".
Cantine del Notaio, in particolar modo, sin dalla sua nascita si è da subito distinta per la qualità dei suoi vini, tutti autorevoli, eleganti e puliti, ha collezionato negli anni una serie di premi invidiabili, ma quest'anno pare abbia fatto lan-plein al vinitaly 2010, infatti oltre alla medaglia d'oro conferito a "La Firma 2007", la cantina di Rionero ha anche rimediato ben otto gran menzioni, rispettivamente per "Aglianico del Vulture Doc Il Repertorio 2007"; "Aglianico del Vulture Doc Il Repertorio 2008"; "Aglianico del Vulture Doc Il Sigillo 2007"; "Aglianico del Vulture Doc Il Sigillo 2006"; "Aglianico del Vulture Doc La Firma 2008"; "Basilicata Igt rosso L’Atto 2008"; "Basilicata Igt rosato Il Rogito 2008" e "Basilicata Igt bianco dolce L’Autentica 2007".
Chapeau.

martedì 23 marzo 2010

Facefood 2010, 21-23 maggio a Matera

Un paio di mesi fà, dopo aver partecipato a qualche incontro tra food bloggers riflettevo insieme ad Angela su quanto sarebbe bello partecipare a qualche raduno in scala molto più vasta, ad un certo punto abbiamo esclamato "perchè non organizzarlo noi?!"
Ho cominciato ad immaginarlo, e ne è venuta fuori un'idea credo molto originale, un raduno direi atipico. Atipico perchè non si tratta soltanto di incontrarsi tra food & wine bloggers per conoscersi e chiacchierare insieme, ma lo spirito è quello di conoscersi, chiacchierare, scambiarsi ricette, degustare un buon vino ma anche imparare a preparare una serie di prodotti e piatti della tradizione gastronomica pugliese e lucana (le regioni che ospiteranno l'evento).
Facefood, infatti, prevede dei laboratori del gusto con dimostrazioni di un pasticciere, un panettiere, un mastro casaro....dove i partecipanti potranno assistere alla dimostrazione sulla realizzazione del Pane di Matera IGP, del Dolcemandorla, alla realizzazione delle mozzarelle, ma non solo! Dopo la dimostrazione dei professionisti, chi vorrà potrà cimentarsi personalmente nell'attività che più lo incuriosisce o semplicemente provare a fare tutto!
Nel dettaglio vi invito a leggere il programma che vi spiega per bene proprio tutto.
Non basta però, ho cercato di coinvolgere qualche importante rappresentante del mondo dei bloggers, hanno sposato l'iniziativa e quindi saranno con noi....:
Paoletta di Anice&Cannella che tra i food-blogger non ha certo bisogno di presentazioni... e Luciano Pignataro wine-blogger, uno tra i più autorevoli esponenti del mondo del vino in Italia.
Quindi se le motivazioni per partecipare ancora non fossero abbastanza, vi dico che dovreste partecipare a Facefood perchè:

- avrete la possibilità di visitare i Sassi di Matera, patrimonio mondiale UNESCO
- avrete la possibilità di conoscere tanti food & wine blogger di persona
- avrete la possibilità di imparare a fare il Pane di Matera IGP, le mozzarelle, le orecchiette....
- avrete la possibilità di conoscere di persona Paoletta di Anice&Cannella!
- avrete la possibilità di conoscere di persona Luciano Pignataro!

Per l'occasione abbiamo creato il blog dedicato a Facefood dove potete far riferimento per informazioni e iscrizioni.

La foto è di aniceecannella

lunedì 22 febbraio 2010

Mazzaro IGT Puglia da agricoltura biologica


Il Mazzaro è tra i miei vini preferiti, è un vino rosso prodotto dall'azienda Colli della Murgia di Gravina in Puglia che opera in regime di agricoltura biologica.
Io prediligo i prodotti da agricoltura biologica sopratutto quando sò che l'azienda opera davvero in regime di agricoltura biologica, così come fà Colli della Murgia, il proprietario è un mio caro amico, nonchè fornitore, in quella azienda ci vado molto spesso, mi piace scambiare 2 chiacchiere con Franco, mi piace vedere dal vivo le operazioni svolte in cantina, mi piace vedere con i miei occhi la sua dedizione al lavoro e all'agricoltura biologica.
L'agricoltura biologica per lui è uno stile di vita, non una certificazione da apporre in etichetta, Franco non ha i vigneti che si vedono nelle più classiche delle foto pubblicitarie, quelli pulitissimi, senza erbe tra i vari filari, no, lui le erbe le semina perchè ci tiene a ricreare la biodiversità in vigna che aiuterà le viti, insieme ai micro organismi che proliferano in un simile ambiente, ad autodifendersi dagli attacchi dei patogeni della vigna, evitando così, l'uso dei pesticidi.

A proposito di pesticidi... è di questi giorni la notizia di un ricercatore spagnolo che avrebbe provato il collegamento tra il morbo di Parkinson e appunto i pesticidi, infatti parrebbe che il Parkinson inizia dalle cellule nervose dell'intestino per poi migrare nel sistema nervoso centrale la cui causa sarebbe da attribuire ai pesticidi.

Veniamo al Mazzaro IGT Puglia prodotto da Colli della Murgia, è un vino prodotto da uve Aglianico con un tocco di Cabernet Sauvignon, affinato in tonneaux per 12 mesi.
L'aglianico è un vitigno particolare che o si ama o si odia, un grande vitigno, intendiamoci, ma che non a tutti può piacere per via dei suoi tannini, talvolta irruenti se non adeguatamente ammorbiditi dall'uso sapiente della barrique. Colli della Murgia ritiene che l'uso della barrique omologhi molto i prodotti oltre al fatto che snaturi la tipicità del nostro vino. La barrique - dice Franco - è francese, noi (italiani) abbiamo da sempre usato le botti grandi, perchè dovrei produrre un vino che per lo più sà di legno come tutti gli altri? Ormai abbiamo capito quali sono i sentori di un vino che passa in barrique, io voglio che nei miei vini si senta il profumo del vino, non del legno!

Come dargli torto...il Mazzaro è un corposo vino rosso, con un possente tasso alcolico (14°) che può sostenerlo per lunghi anni di invecchiamento, di colore rosso rubino intenso, dopo un'adeguata ossigenazione sprigiona notevoli e complessi profumi: amarena (classico sentore dell'aglianico), confetture di frutti di bosco, viola, appena accennati i sentori di cuoio, tabacco e cioccolato.
Al palato è eccezzionale, una struttura imponente, caldo, pastoso, muscolare ma con un tannino ammorbidito dalla presenza del Cabernet e dalla permanenza in botti di rovere di Slavonia, finale elegante, molto persistente.

Nell' enoteca online disponibili ancora un'pò di bottiglie dell'annata 2005.

domenica 31 gennaio 2010

Salsiccia lucanica sotto la cenere

Ieri sera, giornata fredda e piovosa, a casa caminetto acceso...
Situazione perfetta per riscoprire quel "piatto" dai profumi eccezionali e dal sapore intenso, la lucanica cotta sotto la cenere.

La "lucanica" è la tipica salsiccia lucana, per la perfetta riuscita di questa prelibatezza dev'essere semi-stagionata, e questa è davvero ok.


Dunque semplicissimo, ho preso un pezzo di lucanica e l'ho avvolta in carta stagnola a mò di cartoccio, dopo l'ho adagiata nel caminetto e ho ricoperto il tutto con abbondante cenere.


Dopo circa 10 minuti ho riesumato il cartoccio dalla cenere che già profumava all'inverosimile...si perchè questo tipo di cottura esalta in maniera strepitosa le caratteristiche della lucanica che è composta da carne di suino, semi di finocchio e polvere di peperoni cruschi, stop. Quella che noi abbiamo e proponiamo ai nostri clienti è senza conservanti e senza glutine (anche i celiaci possono gustare questa prelibatezza).


Ho portato a tavola la salsiccia fumante, man mano che l'affettavo i profumi inebriavano tutta la stanza, vi assicuro che è un exploit tanto che non ha retto neanche 5 minuti, in men che non si dica era già finita! Un "piatto" semplicissimo ma dal sapore intenso e dal profumo eccezionale, un piatto che si tramanda da generazioni in Basilicata, era infatti ciò che veniva preparato solo nelle grandi occasioni dai pochi che potevano permettersi la carne.

Và accompagnato ad un vino strutturato e con buona gradazione alcolica, io gli ho affiancato un Mazzaro igt Puglia, aglianico e cabernet sauvignon da agricoltura biologica, 14°...connubio perfetto!

giovedì 28 gennaio 2010

Il Sigillo, Aglianico del Vulture doc di Cantine del Notaio

Scusate l'assenza, in questo periodo il lavoro è tanto e non sò più come dividermi.
Se non lo aveste ancora fatto vi invito a dare un'occhiata al contest che abbiamo organizzato in collaborazione con Paoletta del blog anice&cannella.

Per farmi perdonare dalla prolungata assenza, oggi vorrei presentarvi un grandissimo vino lucano, il fratello maggiore de "La Firma di Cantine del Notaio" di cui avevo già parlato qui.
Premetto che l'articolo che segue è un tantino di parte, in quanto è il mio vino preferito nel panorama enologico lucano e pugliese.
Il Sigillo doc è un vino ottenuto da uve 100% aglianico del vulture da vecchi vigneti ubicati in agro di Maschito (PZ), le uve sono raccolte intorno a fine novembre-primi di dicembre (non vi scandalizzate, l'aglianico è un vitigno tardivo di suo, più il tempo necessario alla surmaturazione...), affinchè si abbiano uve surmature, cariche di zuccheri che poi si trasformeranno in alcol, infatti il Sigillo ha una gradazione alcolica tra i 14,5° e i 15°, in base all'annata. Le uve vengono poi fermentate con una lunga macerazione, dopo di chè il vino riposa per ben 2 anni in barrique di rovere francese, di cui 1 anno in barrique nuove e 1 anno in barrique di terzo passaggio, poi il vino riposa in bottiglia per altri 4 mesi prima della commercializzazione.

Ma andiamo a descrivere la degustazione, dove davvero questo vino emoziona...

Un rosso così importante, dopo il lungo invecchiamento in barrique ha bisogno di una decantazione di un ora per esprimersi al meglio.
Si presenta di un rosso rubino impenetrabile, scurissimo, se aprite una bottiglia con più di 6-7 anni presenterà riflessi aranciati (così mi si è presentata qualche mese fà l'annata 2003).

Al naso è un esplosione di profumi, si apre un mondo nuovo davanti il vostro naso. Ciliegia, amarena, prugna, cuoio, vaniglia e tabacco. Non riesco a smettere di annusarlo, strepitoso. Quasi mi dispiace, ma devo assaggiare.
In bocca è potente, polposo, quasi da mordere. Tannini ben evidenti, d'altronde è un aglianico, ma sono equilibrati poichè sorretti da un elevato grado alcolico, grande corpo, struttura e sapidità. Una grande intensità di sapori avvolgono il palato, ma anche una piacevole morbidezza. Il finale è eccezzionale, mi stupisce davvero, un lunghissimo sapore di cioccolato fondente e liquirizia accarezza le mie papille gustative.
STRE-PI-TO-SO!
Non posso far a meno di dire "...ancora, ancora!"

Costa un pò ma il prezzo vale l'esperienza.

giovedì 21 gennaio 2010

Contest di cucina tipica di Puglia e Basilicata


Oggi voglio informarvi di questa simpatica iniziativa che abbiamo messo in piedi, si tratta di un contest lanciato da Anice&Cannella e Sapori dei Sassi.
Un contest nel quale si invitano tutti i food bloggers a preparare un piatto tipico della tradizione gastronomica di Puglia o Basilicata, anche chi non è di queste zone può, anzi deve cimentarsi, uno stimolo a documentarsi...
Premi molto molto allettanti, infatti abbiamo pensato di premiare oltre che il 1° classificato della sezione cucina lucana e il 1° classificato della sezione cucina pugliese omaggiandoli con un pacco contenente diversi prodotti tipici, anche di premiare tutti i partecipanti! Infatti Sapori dei Sassi realizzerà un ricettario sia in versione digitale scaricabile da chiunque ma anche una versione cartacea dove saranno presenti tutti i partecipanti al contest.
Per le migliori 15-20 ricette sarà pubblicata anche la foto, per tutti gli altri sarà pubblicata la ricetta con indicazione dell'autore, del blog dell'autore e link al post della ricetta in questione.
Il ricettario sarà spedito agli autori delle ricette di cui sarà pubblicata anche la foto (15-20) ed inoltre distribuito a tutti i clienti di Sapori dei Sassi che acquisteranno sia presso la nostra bottega e sia a tutti quei clienti che acquisteranno utilizzando l'e-commerce.

Per il regolamento completo vi invito a dare un'occhiata qui.

martedì 12 gennaio 2010

Primitivo di Manduria doc Sessantanni, Feudi di San Marzano

La Puglia si sà è considerata la Cantina d'Italia, credo sia la regione italiana con maggior superficie vitata, proprio dalla Puglia nasce nel 2003 dalla fusione di Cantine San Marzano e Farnese vini, "Feudi di San Marzano", quella che ad oggi è una delle più grosse aziende vinicole pugliesi se non la più grossa, la loro produzione supera le 3 milioni di bottiglie, mica pizza e fichi...

Ma non si deve pensare a 3 milioni di bottiglie da discount, anzi.

Oggi voglio parlarvi del loro prodotto di punta, il famoso Primitivo di Manduria doc, Sessantanni, in etichetta 60 anni. Il nome nasce dal fatto che questo vino ha origine dai vigneti più vecchi della proprietà, appunto con età intorno ai sessantanni, di qui un vino dalle caratteristiche del tutto particolari.
Il primitivo 60 anni è un vino rosso da uve 100% primitivo, con una gradazione alcolica di ben 14,5%, affinamento di 6 mesi in barrique.
Il colore è un rosso tendente al granato, al naso è complesso, nitidi i sentori di frutta a bacca rossa, ma anche tabacco, appena percettibili i sentori speziati. In bocca è corposo ed elegante, qui i tannini sono soffici, delicati. Finisce con una lunga persistenza, accarezza il palato con sensazioni di cacao e caffè. Delizioso.
In enoteca a 24,9 €

giovedì 7 gennaio 2010

Quanto spendereste per una bella bottiglia di vino?


Accade pochi giorni fà, nel mio negozio di enogastronomia nei Sassi di Matera entra una coppia di turisti con accento nordista.

Premessa: non per essere sborone, ma già affacciandosi sull'uscio hai l'idea chiara che non entri in un minimarket o una salumeria, ma stai entrando in una bottega curata che molto probabilmente avrà prodotti ricercati e particolari, di certo niente che si possa trovare anche nella grande distribuzione.


- Buonasera!
- Buonasera, vorremmo vedere qualche bella bottiglia di vino...
- Mmmhhh saranno intenditori o enosboroni, penso tra me e me

li lascio liberi di curiosare tra gli espositori del vino, dove ovviamente sono esposti i prezzi delle singole etichette, dopo qualche minuto vado in soccorso:

- vi serve aiuto signori? quei vini che avete di fronte in questo momento sono vini da agricoltura biologica non mi fanno neanche terminare che mi stoppano:
- sono troppo cari! (dai 10 ai 14,5 €).
- Ok, allora qualcosa di più economico ci sarebbe questo vino della Matera doc, li siamo sui 9 €, ma anche lì...
- no no troppo caro!

Comincio a riformulare l'idea che mi ero fatto sulla coppia...(questi non sono nè intenditori, nè enosboroni, neanche mi hanno chiesto informazioni sui vini)

- qualcosa che costi meno c'è, ho un aglianico del vulture igt Basilicata a 6,5 €, ma anche lì...
- è decisamente troppo!

Azz!, e quanto vorranno spendere? penso...

- Se vi piacciono i frizzantini ne ho 2, sempre da agricoltura biologica che vengono 6 € a bottiglia...
- Del biologico non ci interessa proprio niente, mi dicono, avete qualcosa da 1,5 €? Al limite anche 2,0 €...

Dopo un attimo di sbandamento iniziale dove tutte le mie bottiglie frutto di un'attenta selezione, visite in cantina dai produttori, assaggi, degustazioni varie mi crollarono in un solo colpo addosso, pensai di rispondere:

- Signori, con 1,5 € potrei darvi una bottiglia vuota con etichetta e tappo di sughero usato, l'acqua dentro dovete mettercela voi! ma forse sarebbe stato troppo, contai fino a tre e risposi con un laconico:

- Mi dispiace, non posso aiutarvi.

Inutile anche tentare di spiegare che a quelle cifre (ammesso che si trovino vini a quelle cifre) sono prodotti che sorvolando sul gusto, sono certamente poco salutari...
Inutile stargli a dire che con certe cifre il vino (o quel succo di colore rosso scuro) difficilmente è prodotto con ciò che è scritto dietro l'etichetta, che il produttore non avrà avuto nessuna attenzione nella riduzione dei solfiti contenuti, nè nei trattamenti anticrittogrammici in vigna nè in altre diavolerie utilizzate nelle eno-industrie dove vengono prodotti vini? a bassissimo costo...inutile.

E voi per qualche "bella bottiglia di vino" quanto spendereste?
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