giovedì 28 gennaio 2010

Il Sigillo, Aglianico del Vulture doc di Cantine del Notaio

Scusate l'assenza, in questo periodo il lavoro è tanto e non sò più come dividermi.
Se non lo aveste ancora fatto vi invito a dare un'occhiata al contest che abbiamo organizzato in collaborazione con Paoletta del blog anice&cannella.

Per farmi perdonare dalla prolungata assenza, oggi vorrei presentarvi un grandissimo vino lucano, il fratello maggiore de "La Firma di Cantine del Notaio" di cui avevo già parlato qui.
Premetto che l'articolo che segue è un tantino di parte, in quanto è il mio vino preferito nel panorama enologico lucano e pugliese.
Il Sigillo doc è un vino ottenuto da uve 100% aglianico del vulture da vecchi vigneti ubicati in agro di Maschito (PZ), le uve sono raccolte intorno a fine novembre-primi di dicembre (non vi scandalizzate, l'aglianico è un vitigno tardivo di suo, più il tempo necessario alla surmaturazione...), affinchè si abbiano uve surmature, cariche di zuccheri che poi si trasformeranno in alcol, infatti il Sigillo ha una gradazione alcolica tra i 14,5° e i 15°, in base all'annata. Le uve vengono poi fermentate con una lunga macerazione, dopo di chè il vino riposa per ben 2 anni in barrique di rovere francese, di cui 1 anno in barrique nuove e 1 anno in barrique di terzo passaggio, poi il vino riposa in bottiglia per altri 4 mesi prima della commercializzazione.

Ma andiamo a descrivere la degustazione, dove davvero questo vino emoziona...

Un rosso così importante, dopo il lungo invecchiamento in barrique ha bisogno di una decantazione di un ora per esprimersi al meglio.
Si presenta di un rosso rubino impenetrabile, scurissimo, se aprite una bottiglia con più di 6-7 anni presenterà riflessi aranciati (così mi si è presentata qualche mese fà l'annata 2003).

Al naso è un esplosione di profumi, si apre un mondo nuovo davanti il vostro naso. Ciliegia, amarena, prugna, cuoio, vaniglia e tabacco. Non riesco a smettere di annusarlo, strepitoso. Quasi mi dispiace, ma devo assaggiare.
In bocca è potente, polposo, quasi da mordere. Tannini ben evidenti, d'altronde è un aglianico, ma sono equilibrati poichè sorretti da un elevato grado alcolico, grande corpo, struttura e sapidità. Una grande intensità di sapori avvolgono il palato, ma anche una piacevole morbidezza. Il finale è eccezzionale, mi stupisce davvero, un lunghissimo sapore di cioccolato fondente e liquirizia accarezza le mie papille gustative.
STRE-PI-TO-SO!
Non posso far a meno di dire "...ancora, ancora!"

Costa un pò ma il prezzo vale l'esperienza.

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