domenica 31 gennaio 2010

Salsiccia lucanica sotto la cenere

Ieri sera, giornata fredda e piovosa, a casa caminetto acceso...
Situazione perfetta per riscoprire quel "piatto" dai profumi eccezionali e dal sapore intenso, la lucanica cotta sotto la cenere.

La "lucanica" è la tipica salsiccia lucana, per la perfetta riuscita di questa prelibatezza dev'essere semi-stagionata, e questa è davvero ok.


Dunque semplicissimo, ho preso un pezzo di lucanica e l'ho avvolta in carta stagnola a mò di cartoccio, dopo l'ho adagiata nel caminetto e ho ricoperto il tutto con abbondante cenere.


Dopo circa 10 minuti ho riesumato il cartoccio dalla cenere che già profumava all'inverosimile...si perchè questo tipo di cottura esalta in maniera strepitosa le caratteristiche della lucanica che è composta da carne di suino, semi di finocchio e polvere di peperoni cruschi, stop. Quella che noi abbiamo e proponiamo ai nostri clienti è senza conservanti e senza glutine (anche i celiaci possono gustare questa prelibatezza).


Ho portato a tavola la salsiccia fumante, man mano che l'affettavo i profumi inebriavano tutta la stanza, vi assicuro che è un exploit tanto che non ha retto neanche 5 minuti, in men che non si dica era già finita! Un "piatto" semplicissimo ma dal sapore intenso e dal profumo eccezionale, un piatto che si tramanda da generazioni in Basilicata, era infatti ciò che veniva preparato solo nelle grandi occasioni dai pochi che potevano permettersi la carne.

Và accompagnato ad un vino strutturato e con buona gradazione alcolica, io gli ho affiancato un Mazzaro igt Puglia, aglianico e cabernet sauvignon da agricoltura biologica, 14°...connubio perfetto!

giovedì 28 gennaio 2010

Il Sigillo, Aglianico del Vulture doc di Cantine del Notaio

Scusate l'assenza, in questo periodo il lavoro è tanto e non sò più come dividermi.
Se non lo aveste ancora fatto vi invito a dare un'occhiata al contest che abbiamo organizzato in collaborazione con Paoletta del blog anice&cannella.

Per farmi perdonare dalla prolungata assenza, oggi vorrei presentarvi un grandissimo vino lucano, il fratello maggiore de "La Firma di Cantine del Notaio" di cui avevo già parlato qui.
Premetto che l'articolo che segue è un tantino di parte, in quanto è il mio vino preferito nel panorama enologico lucano e pugliese.
Il Sigillo doc è un vino ottenuto da uve 100% aglianico del vulture da vecchi vigneti ubicati in agro di Maschito (PZ), le uve sono raccolte intorno a fine novembre-primi di dicembre (non vi scandalizzate, l'aglianico è un vitigno tardivo di suo, più il tempo necessario alla surmaturazione...), affinchè si abbiano uve surmature, cariche di zuccheri che poi si trasformeranno in alcol, infatti il Sigillo ha una gradazione alcolica tra i 14,5° e i 15°, in base all'annata. Le uve vengono poi fermentate con una lunga macerazione, dopo di chè il vino riposa per ben 2 anni in barrique di rovere francese, di cui 1 anno in barrique nuove e 1 anno in barrique di terzo passaggio, poi il vino riposa in bottiglia per altri 4 mesi prima della commercializzazione.

Ma andiamo a descrivere la degustazione, dove davvero questo vino emoziona...

Un rosso così importante, dopo il lungo invecchiamento in barrique ha bisogno di una decantazione di un ora per esprimersi al meglio.
Si presenta di un rosso rubino impenetrabile, scurissimo, se aprite una bottiglia con più di 6-7 anni presenterà riflessi aranciati (così mi si è presentata qualche mese fà l'annata 2003).

Al naso è un esplosione di profumi, si apre un mondo nuovo davanti il vostro naso. Ciliegia, amarena, prugna, cuoio, vaniglia e tabacco. Non riesco a smettere di annusarlo, strepitoso. Quasi mi dispiace, ma devo assaggiare.
In bocca è potente, polposo, quasi da mordere. Tannini ben evidenti, d'altronde è un aglianico, ma sono equilibrati poichè sorretti da un elevato grado alcolico, grande corpo, struttura e sapidità. Una grande intensità di sapori avvolgono il palato, ma anche una piacevole morbidezza. Il finale è eccezzionale, mi stupisce davvero, un lunghissimo sapore di cioccolato fondente e liquirizia accarezza le mie papille gustative.
STRE-PI-TO-SO!
Non posso far a meno di dire "...ancora, ancora!"

Costa un pò ma il prezzo vale l'esperienza.

giovedì 21 gennaio 2010

Contest di cucina tipica di Puglia e Basilicata


Oggi voglio informarvi di questa simpatica iniziativa che abbiamo messo in piedi, si tratta di un contest lanciato da Anice&Cannella e Sapori dei Sassi.
Un contest nel quale si invitano tutti i food bloggers a preparare un piatto tipico della tradizione gastronomica di Puglia o Basilicata, anche chi non è di queste zone può, anzi deve cimentarsi, uno stimolo a documentarsi...
Premi molto molto allettanti, infatti abbiamo pensato di premiare oltre che il 1° classificato della sezione cucina lucana e il 1° classificato della sezione cucina pugliese omaggiandoli con un pacco contenente diversi prodotti tipici, anche di premiare tutti i partecipanti! Infatti Sapori dei Sassi realizzerà un ricettario sia in versione digitale scaricabile da chiunque ma anche una versione cartacea dove saranno presenti tutti i partecipanti al contest.
Per le migliori 15-20 ricette sarà pubblicata anche la foto, per tutti gli altri sarà pubblicata la ricetta con indicazione dell'autore, del blog dell'autore e link al post della ricetta in questione.
Il ricettario sarà spedito agli autori delle ricette di cui sarà pubblicata anche la foto (15-20) ed inoltre distribuito a tutti i clienti di Sapori dei Sassi che acquisteranno sia presso la nostra bottega e sia a tutti quei clienti che acquisteranno utilizzando l'e-commerce.

Per il regolamento completo vi invito a dare un'occhiata qui.

martedì 12 gennaio 2010

Primitivo di Manduria doc Sessantanni, Feudi di San Marzano

La Puglia si sà è considerata la Cantina d'Italia, credo sia la regione italiana con maggior superficie vitata, proprio dalla Puglia nasce nel 2003 dalla fusione di Cantine San Marzano e Farnese vini, "Feudi di San Marzano", quella che ad oggi è una delle più grosse aziende vinicole pugliesi se non la più grossa, la loro produzione supera le 3 milioni di bottiglie, mica pizza e fichi...

Ma non si deve pensare a 3 milioni di bottiglie da discount, anzi.

Oggi voglio parlarvi del loro prodotto di punta, il famoso Primitivo di Manduria doc, Sessantanni, in etichetta 60 anni. Il nome nasce dal fatto che questo vino ha origine dai vigneti più vecchi della proprietà, appunto con età intorno ai sessantanni, di qui un vino dalle caratteristiche del tutto particolari.
Il primitivo 60 anni è un vino rosso da uve 100% primitivo, con una gradazione alcolica di ben 14,5%, affinamento di 6 mesi in barrique.
Il colore è un rosso tendente al granato, al naso è complesso, nitidi i sentori di frutta a bacca rossa, ma anche tabacco, appena percettibili i sentori speziati. In bocca è corposo ed elegante, qui i tannini sono soffici, delicati. Finisce con una lunga persistenza, accarezza il palato con sensazioni di cacao e caffè. Delizioso.
In enoteca a 24,9 €

giovedì 7 gennaio 2010

Quanto spendereste per una bella bottiglia di vino?


Accade pochi giorni fà, nel mio negozio di enogastronomia nei Sassi di Matera entra una coppia di turisti con accento nordista.

Premessa: non per essere sborone, ma già affacciandosi sull'uscio hai l'idea chiara che non entri in un minimarket o una salumeria, ma stai entrando in una bottega curata che molto probabilmente avrà prodotti ricercati e particolari, di certo niente che si possa trovare anche nella grande distribuzione.


- Buonasera!
- Buonasera, vorremmo vedere qualche bella bottiglia di vino...
- Mmmhhh saranno intenditori o enosboroni, penso tra me e me

li lascio liberi di curiosare tra gli espositori del vino, dove ovviamente sono esposti i prezzi delle singole etichette, dopo qualche minuto vado in soccorso:

- vi serve aiuto signori? quei vini che avete di fronte in questo momento sono vini da agricoltura biologica non mi fanno neanche terminare che mi stoppano:
- sono troppo cari! (dai 10 ai 14,5 €).
- Ok, allora qualcosa di più economico ci sarebbe questo vino della Matera doc, li siamo sui 9 €, ma anche lì...
- no no troppo caro!

Comincio a riformulare l'idea che mi ero fatto sulla coppia...(questi non sono nè intenditori, nè enosboroni, neanche mi hanno chiesto informazioni sui vini)

- qualcosa che costi meno c'è, ho un aglianico del vulture igt Basilicata a 6,5 €, ma anche lì...
- è decisamente troppo!

Azz!, e quanto vorranno spendere? penso...

- Se vi piacciono i frizzantini ne ho 2, sempre da agricoltura biologica che vengono 6 € a bottiglia...
- Del biologico non ci interessa proprio niente, mi dicono, avete qualcosa da 1,5 €? Al limite anche 2,0 €...

Dopo un attimo di sbandamento iniziale dove tutte le mie bottiglie frutto di un'attenta selezione, visite in cantina dai produttori, assaggi, degustazioni varie mi crollarono in un solo colpo addosso, pensai di rispondere:

- Signori, con 1,5 € potrei darvi una bottiglia vuota con etichetta e tappo di sughero usato, l'acqua dentro dovete mettercela voi! ma forse sarebbe stato troppo, contai fino a tre e risposi con un laconico:

- Mi dispiace, non posso aiutarvi.

Inutile anche tentare di spiegare che a quelle cifre (ammesso che si trovino vini a quelle cifre) sono prodotti che sorvolando sul gusto, sono certamente poco salutari...
Inutile stargli a dire che con certe cifre il vino (o quel succo di colore rosso scuro) difficilmente è prodotto con ciò che è scritto dietro l'etichetta, che il produttore non avrà avuto nessuna attenzione nella riduzione dei solfiti contenuti, nè nei trattamenti anticrittogrammici in vigna nè in altre diavolerie utilizzate nelle eno-industrie dove vengono prodotti vini? a bassissimo costo...inutile.

E voi per qualche "bella bottiglia di vino" quanto spendereste?
Related Posts with Thumbnails