venerdì 11 maggio 2012

Barbaresco Gaja 2005, nebbiolo all'ennesima potenza

Gaja è una di quelle aziende italiane che hanno fatto la storia del vino e per chiunque è, anche solo un poco, addentrato in questo mondo conosce perfettamente. Probabilmente meno persone conoscono la storia ed alcuni dettagli di produzione del Barbaresco, grande vino Piemontese di cui Gaja è produttore di una delle più straordinarie versioni.

Vino a denominazione di origine protetta, zona di produzione: l'intero territorio dei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso, e la parte della frazione San Rocco Senoldevio, già facente parte del comune di Barbaresco ed ora aggregata al comune di Alba.
Vitigno d'origine: Nebbiolo nelle sottovarietà Michet, Lampia e Rosè o altre mutazioni biologiche dei medesimi, senza aggiunta di mosti o vini di altre varietà e provenienza. Dettaglio importantissimo non sempre, purtroppo, confermato dai prezzi al commercio, ove fra le bottiglie di medesima annata e provenienza vi sono differenze notevolissime ed ingannevoli.
Il Barbaresco è generalmente un vino adatto a lungo invecchiamento (nel caso di quello di Gaja, è adatto a lunghissimo invecchiamento).

Il Barbaresco Gaja 2005 è deciso, speziato, liquirizioso, austero, note tostate, caffè, accennti mentolati, mirtillo e ricordi balsamici. Tutto è splendidamente definito. In bocca è ricchissimo, di grande eleganza, con tannini decisi e precisi. Finale dolce e (che ve lo dico a fare) lunghissimo. Un Barbaresco strabordante al naso, di grande struttura e dal finale dolce e carezzevole. Affinato per un anno in barrique e un anno in botte grande. La sua degustazione è stra-consigliata a chiunque voglia davvero conoscere i grandi vini piemontesi, non si può non passare da Gaja.

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