martedì 29 maggio 2012

ES Primitivo ed Il Rogito, vincitori dell'Oscar del Vino

E chi l'avrebbe detto mai che due vini provenienti dal profondo Sud, (Basilicata e Puglia) potessero arrivare tanto in cima da essere premiati con l'Oscar del Vino? Eppure è accaduto proprio poche ore fà, in occasione della manifestazione più glamour del mondo del vino svoltasi ieri sera a Roma durante la quale sono stati premiati i vini e le personalità che si sono distinte per impegno e professionalità grazie alle quali il vino italiano si afferma sempre più nel mondo.

Per quanto riguarda i vini premiati, diverse erano le categorie in cui erano suddivisi i vini, il Rogito prodotto da Cantine del Notaio è il vincitore dell'Oscar del Vino 2012 per la categoria miglior vino rosato. Prodotto da uve 100% aglianico (del Vulture), un rosato che ho sempre definito "atipico", un rosso travestito da rosato, dall'attraente colore cerasuolo intenso, dall'importante gradazione alcolica (ben 14,5°) e dall'altrettanto importante struttura. Suadenti aromi di piccoli frutti rossi si alternano ad eleganti ed appena accennati sentori speziati. Un rosato tutt'altro che esile, in grado di poter sostenere anche piatti succulenti e speziati. Affinato un anno in barrique.

Il Primitivo di Manduria ES di Gianfranco Fino è risultato il miglior vino rosso, premiato anch'esso con l'Oscar del Vino. ES è prodotto da uve Primitivo in purezza, da vecchie vigne a bassa resa, Gianfranco Fino crea un  nettaro di straordinaria concentrazione ed indiscutibile eleganza. Rubino cupo, un ventaglio di aromi fruttati si mescola a sentori di cuoio, tabacco e cioccolato, morbido, sensuale con tannini fitti e setosi. Un finale manco a dirlo molto molto lungo e coerente sino in fondo.

L'Oscar assegnato al Primitivo ES è probabilmente ancor più "pesante" di quello ricevuto da Cantine del Notaio poichè la categoria dei migliori vini rossi è certamente la più difficile da battere per un vino del Sud, la concorrenza è tra le più agguerrite, vedi Piemonte e Toscana in primis; due regioni che hanno fatto e continuano a fare la storia del vino italiano. Per tutti questi motivi la gioia e la soddisfazione di Gianfranco Fino e sua moglie Simona è più che meritata, una gioia che mi sento di condividere augurandomi che tutta la Puglia (nel caso di Fino), e la Basilicata (nel caso di Cantine del Notaio) possano fare lo stesso, poichè è grazie a queste aziende, che da oggi anche il Sud del vino conta.

venerdì 11 maggio 2012

Barbaresco Gaja 2005, nebbiolo all'ennesima potenza

Gaja è una di quelle aziende italiane che hanno fatto la storia del vino e per chiunque è, anche solo un poco, addentrato in questo mondo conosce perfettamente. Probabilmente meno persone conoscono la storia ed alcuni dettagli di produzione del Barbaresco, grande vino Piemontese di cui Gaja è produttore di una delle più straordinarie versioni.

Vino a denominazione di origine protetta, zona di produzione: l'intero territorio dei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso, e la parte della frazione San Rocco Senoldevio, già facente parte del comune di Barbaresco ed ora aggregata al comune di Alba.
Vitigno d'origine: Nebbiolo nelle sottovarietà Michet, Lampia e Rosè o altre mutazioni biologiche dei medesimi, senza aggiunta di mosti o vini di altre varietà e provenienza. Dettaglio importantissimo non sempre, purtroppo, confermato dai prezzi al commercio, ove fra le bottiglie di medesima annata e provenienza vi sono differenze notevolissime ed ingannevoli.
Il Barbaresco è generalmente un vino adatto a lungo invecchiamento (nel caso di quello di Gaja, è adatto a lunghissimo invecchiamento).

Il Barbaresco Gaja 2005 è deciso, speziato, liquirizioso, austero, note tostate, caffè, accennti mentolati, mirtillo e ricordi balsamici. Tutto è splendidamente definito. In bocca è ricchissimo, di grande eleganza, con tannini decisi e precisi. Finale dolce e (che ve lo dico a fare) lunghissimo. Un Barbaresco strabordante al naso, di grande struttura e dal finale dolce e carezzevole. Affinato per un anno in barrique e un anno in botte grande. La sua degustazione è stra-consigliata a chiunque voglia davvero conoscere i grandi vini piemontesi, non si può non passare da Gaja.
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